Una signora che ho avuto il piacere di conoscere mi ha parlato di questa pittrice di cui io, non avevo mai sentito parlare
Una delle donne che ha avuto un ruolo importante, nella storia dell'arte nell' Europa del 1700, è stata Rosalba Carriera.
Nata a Venezia nel 1645, da genitori benestanti, il padre era un impiegato presso il podestà della Repubblica di Venezia, la madre era una merlettaia.
Rosalba iniziò il suo cammino artistico realizzando modelli di pizzo per la madre, che lavorava in questo mercato.
Educata in famiglia a coltivare le arti, Rosalba e le due sorelle studiarono musica, letteratura, pittura, ricamo e lingue straniere.
I genitori, e in particolar modo la madre, si erano accorti della sensibilità artistica delle figlie, tutte tre erano pittrici, le incoraggiarono e permisero loro di studiare con i più bravi maestri dell’epoca.
I primi studi nella pittura, Rosalba li fece sotto l'insegnamento di Giannantonio Vucovichio Lazzari, maestro in pittura sacra, e in ritratti pastellati, purtroppo, per il lavoro del padre, molto spesso la famiglia, era costretta a cambiare residenza, presso le cancellerie sulla terraferma.
Malgrado l'assenza del maestro, Rosalba approfondì gli studi ottenendo rapidi progressi, progredendo nell’arte del dipingere, ma non trascurò lo studio sulle lingue, lettere e la musica. Ritornata con il padre a Venezia in modo stabile, potè perfezionarsi nei suoi studi prediletti, specialmente nella miniatura, nella quale riuscì in modo eccelso.
Lo studio delle miniature, era una tecnica difficile e abbandonata, la perfezionò, fu la prima pittrice a portare nelle miniature il tratto veloce della pittura veneziana, scegliendo volutamente di non seguire le regole accademiche, che volevano tratti e puntini brevi.
Con la diffusione del tabacco da fiuto, un'usanza molto in voga anche fra le signore, iniziò a dipingere miniature per i coperchi delle scatole da tabacco, figure di damine graziose che divennero la sua fortuna, fu la prima artista a dipingere sull'avorio e sull'osso, da alcune annotazioni trovate nella corripondenza che riceveva e inviava, di cui ne faceva sempre una copia, si hanno notizie certe che nel 1700, Rosalba Carriera dipingeva su scatoline da tabacco da fiuto che rivendeva ai turisti.
Sfruttando l'amicizia del suo amico inglese Christian Cole, venne ammessa alla Accademia nazionale di San Luca a Roma, con l'opera "Fanciulla con colomba".
Rosalba oltre alle miniature, si perfezionò nei ritratti a pastello, i suoi primi lavori con la tecnica a pastello, si collocano nel periodo in cui frequentò la bottega del uno dei suoi maestri, Giuseppe Diamantini e quella di Antonio Balestra. La scelta di far rinascere la pittura a pastello, ormai decaduta da molto tempo e quasi dimenticata, fu supportata dall'amicizia con Anton Maia Zanetti detto il vecchio,
Proprio in questi anni nasce un nuovo stile, il rococò, il quale predilige la rappresentazione di scene spensierate, in cui delicatezza, eleganza e gioiosità la fanno da padrona.
Rosalba va affermando sempre di più la sua arte e non ha nulla in comune con l'immagine della donna frivola che hanno le sue coetanee.
Con la sorella ha creato una sorta di circolo letterario-culturale a cui appartengono personaggi di spicco nell'ambiente artistico letterario veneziano, tra cui altre due pittrici, Felicita Sartori
la contralto Faustina Bordoni Hasse,
la poeta Luisa Bergalli, la ballerina Barbara Campanini, la contessa Caterina Sagredo Barbarigo,
Rosalba e sua sorella, decisero di dedicarsi totalmente all'arte, non si sposarono e rimasero sempre insieme.
In breve tempo, riuscì a farsi conoscere dapprima a Venezia e poi in tutta Europa per i raffinati ritratti, trattati con un tocco leggero e con tonalità delicate, che conferivano ai modelli grazia ed eleganza.
Viaggiatori stranieri in visita a Venezia, figli di nobili e diplomatici, principi e principesse, le commissionavano ritratti e si recavano presso il suo modesto studio per ammirarne i suoi capolavori.
A Venezia fece il ritratto di Federico III di Danimarca, di Federico Augusto III,
Un anno dopo la morte del padre, nel 1720, fu invitata come ospite dal mecenate Pierre Croizat a Parigi, rimase per un anno con tutta la sua famiglia, la mamma, le sorelle e il cognato Antonio Pellegrini, conobbe così Antoine Watteau,
noto conoscitore di quadri, che divenne suo amico.
La pittura di Rosalba, seppur lontana dalle regole accademiche, riuscirà ad influenzare profondamente il modo di ritrarre nella Francia nel 1700.
A Parigi fece ritratti a tutta la famiglia reale, giungendo a ritrarre perfino il re di Francia Luigi XV,
nel suo diario, in data 1 agosto 1720 si legge: “Ebbi ordine da parte del Re di fare in piccolo il ritratto della Duchessa Vantadour: ed in questo giorno ne cominciai uno piccolo dello stesso Re”.
A Parigi, venne ammessa con una votazione all’ unanimità all’ Académie royale de peinture et de sculpture.... entro' così a far parte dell'accademia reale.
Scriveva nel diario il 26 ottobre - Mi fu data la lettera dell’Accademia, e la nuova di essere stata ricevuta a piene voci senza essere stata ballottata”.Ed ancora “9 novembre - Andata la prima volta all’Accademia dove M.r Coypel ( primo pittore del Re) fece un breve ringraziamento agli Accademici, li quali mi accolsero colla maggior cortesia”.
A Parigi tiene un Diario dove annota con grande precisione tutti i fatti avvenuti durante il suo soggiorno.
Riconosciuta e stimata da grandi mecenati che apprezzavano la sue opere: Federico IV, re di Norvegia e Danimarca, Massimiliano II di Baviera, Augusto III, re di Polonia... viaggiò molto fu accolta dalle corti di tutta Europa, riscosse meriti e riconoscimenti
Ritornata in Italia per 4 mesi soggiornò presso la corte del ducato di Modena, ritraendo a pastello tutta la famiglia.
Nel 1735, si trasferì a Vienna alla corte degli Asburgo, dove lavorò alacremente.
Rientrata in Italia, continuò con la pittura.
Della sua pittura colpiva, il modo unico di rappresentare, la cura attenta, quasi eccessiva, che riusciva a trasmettere sulla tela, gli aspetti profondamente reali dei volti , le espressioni, delle persone che ritraeva, una pittura reale senza ipocrisia come nel "Ritratto di signora anziana" in cui dipinge in modo evidente il porro della signora, ritratta in modo dolce.
Le opere di Rosalba che suscitarono più curiosità furono i suoi autoritratti perché sono un racconto interiore, personale psicologico, si è ritratta dalla giovinezza spensierata, nel quadro del 1709, che è conservato agli Uffizi, dove rappresenta se stessa mentre dipinge la sorella,

Alcuni di questi autoritratti sono conservati a Venezia al museo del settecento a Ca' Rezzonico, mentre altri fanno parte di collezioni sparse nei musei d'Europa.
la collezione reale di Windsor;
Rosalba iniziò a fare la doppia riproduzione dei suoi quadri: il Re di Francia Luigi XV fu il primo, poi seguirono il figlio di Law e Filippo II d’ Orleans.
Col passare del tempo coi suoi duplicati, aveva formato una piccola galleria, oltre alle copie, c'erano parecchi medaglioni di figure storiche che il re di Polonia Augusto III, volle acquistare, che sono custoditi ancora oggi alla Pinacoteca di Dresda 'Alte Meister'..che non ha eguali in tutto il mondo: Qui si trova il bellissimo ritratto di Barbara Campanini,
Intorno al 1746 iniziò manifestarsi una malattia agli occhi, Rosalba si sottopose ad un intervento alle cornee che ebbe un esito negativo, tanto da aumentarne le complicazioni, fino a portarla alla totale cecità , da tale momento dovette rinunciare alla sua arte, subentrarono disturbi emotivi importanti tanto da raggiungere uno squilibrio mentale.
I suoi ultimi anni furono molto tristi, morì nella parrocchia di San Vio, il 15 aprile 1757 (Santi Vito e Modesto) a Venezia.
Presso L’accademia delle belle arti di Venezia ci sono due dei suoi dipinti per dono generoso di Girolamo Ascanio Molin
Nel 1838, il critico d’arte, Tommaso Locatelli, lesse un “Elogio” nei riguardi di Rosalba, all’ Accademia delle Belle Arti di Venezia: “Questa maniera di dipingere, fra gli altri suoi pregi, ha singolarmente quella della morbidezza nella carnagione in modo che i nudi così dipinti riescono appunto a chi li vede come se fossero carne vera, e vive forme impastate dalla mano stessa della natura. Lavoro in vero difficilissimo, ma condotto dalle maestre dita della valente Rosalba al sommo grado di perfezione.
Un recente studio su questa donna eccezionale, ha prodotto un interessante romanzo storico della scrittrice Valentina Casarotto dal titolo
Il segreto nello sguardo
Bellissimo un altra storia scritta e spiegata molto bene.... Grazie a te imparo tante cose..... Ciao alla prossima storia.....
RispondiEliminaUn racconto storico e una galleria d'arte insieme: tutto bellissimo, grazie! Non finirai mai di stupirci Enrica, ciao.
RispondiEliminaLa Storia della vita di Rosalba Carriera è veramente molto ben fatta grazie Enrica da Gabriella
RispondiEliminaUna miscela perfetta tra storia ed arte, che ci permette di conoscere ed approfondire la vita di una gran donna che ha dato tutta se stessa al trionfo della pittura specialmente quella ritrattistica. Come sempre un ottimo lavoro di Enrica, l'amica geniale. Giuseppe
RispondiEliminariesci sempre a stupirmi ....bel lavoro. Marisa
RispondiEliminalavoro ben fatto come empre mi hai stupita. Maris
RispondiEliminaChe dire signora Bosello? Sono sinceramente ammirato e incantato dalla bellezza delle sue biografie, che, oltre ad essere scritte in un testo fluente e godibilissimo, sono sempre accompagnate da, un ricco apparato iconografico. Lei ha inoltre la rara abilità di portare nuovamente alla, luce artisti del tutto sconosciuti al grande, pubblico, come questo di Rosalba, o per lo meno a me, che di pittura, mi, considero un profano. Questo, reportage particolarmente circostanziato ritengo La abbia impegnata non, poco e abbia richiesto molto del suo tempo. Per questo, noi tutti non possiamo che, ringraziarla e per così dire.... alla prossima, sempre con grande gusto e passione. La saluto cordialmente! Wolfram Aschenbach
RispondiEliminabrava bravissima Enrica, ci fa conoscere sempre di piu', complimenti per la ricerca
RispondiEliminagrazie a tutti
RispondiEliminaLa ringrazio di aver citato il mio romanzo
RispondiEliminawww.ilsegretonellosguardo.it