SARNICO
Oggi
avrei dovuto essere da un'altra parte, ma lo sciopero dei treni mi ha
costretta a scegliere un'altra meta....
Sono
a Sarnico, una ridente cittadina sul lago d'Iseo, la passeggiata a
lago è molto bella e molto ben tenuta, diverse gelaterie, bar
pasticcerie invitano a fermarsi per ristorarsi appagando lo sguardo
sul lago.
E' luogo di villeggiatura, tante auto con targa straniera, tante famiglie con bambini piccoli passeggiano cercando un po' di frescura.
E' luogo di villeggiatura, tante auto con targa straniera, tante famiglie con bambini piccoli passeggiano cercando un po' di frescura.
Svoltando
alla mia destra, trovo il centro storico, che conserva ancora oggi la
struttura medioevale a semicerchio, tenedo conto delle antiche mura
difensive la città si svolge verso il monte e per gli amanti
dello shopping è un susseguirsi di negozi dove le migliori marche di
tendenza sono esposte.
Questa zona della città viene denominata Contrada, ma è attraverso
i vari vicoli che circondano il centro che si ritrovano le
testimonianze
dell'antico passato, le viuzze si alternano con portali e passaggi
sotto delle arcate,
mentre alcune case hanno mura in pietra.
Scalinate rivestite in sanpietrino, portano in alto vicino alla chiesa parrocchiale, dedicata a san Martino de Tours, in stile barocco la facciata è arricchita da statue dedicate a San Martino, San Carloe S:Maria Assunta, il campanile costruito in pietra risale al XV secolo
un'altra cappella contiene opere preziose dell'importante Bottega Fantoni di Rovetta, così come l'altare maggiore, da cornice a questo bellissimo altare si trovano due vele che si ispirano ai lavori delicati del Tiepolo e sono opere di pregevole fattura di Francesco Monti, da visitare anche la chiesetta adiacente dedicata a San Rocco affinchè proteggesse, la popolazione dalla peste.
Scalinate rivestite in sanpietrino, portano in alto vicino alla chiesa parrocchiale, dedicata a san Martino de Tours, in stile barocco la facciata è arricchita da statue dedicate a San Martino, San Carloe S:Maria Assunta, il campanile costruito in pietra risale al XV secolo
l'interno a navata centrale, è riccamente decorato, presenta lesene e capitelli corinti.
contiene opere risalenti al 1500,
in una cappella, una madonna col bambino, ed il pregevole quadro che rappresenta San Martino e l'Imperatore Valentiniano,
un'altra cappella contiene opere preziose dell'importante Bottega Fantoni di Rovetta, così come l'altare maggiore, da cornice a questo bellissimo altare si trovano due vele che si ispirano ai lavori delicati del Tiepolo e sono opere di pregevole fattura di Francesco Monti, da visitare anche la chiesetta adiacente dedicata a San Rocco affinchè proteggesse, la popolazione dalla peste.
Un'altra
via ci porta in una
piazzetta racchiusa, ci accoglie la torre dell'orologio,

sopraelevata sulla base di una torre del castello preesistente, è sormontata da un campanile a due livelli, il primo livello contiene la cella delle campane, il secondo livello si trova l'orologio, risulta leggermente laterale rispetto alla chiesa di San Paolo, anch'essa costruita sui ruderi del castello,

sopraelevata sulla base di una torre del castello preesistente, è sormontata da un campanile a due livelli, il primo livello contiene la cella delle campane, il secondo livello si trova l'orologio, risulta leggermente laterale rispetto alla chiesa di San Paolo, anch'essa costruita sui ruderi del castello,
al
proprio interno, proprio dietro all'altare si possono vedere le
antiche feritoie del castello, mentre gli affreschi risalgono al XV
secolo, poco distante si possono notare i resti di un'altra torre
medioevale.
Sono
le dieci, è possibile visitare la Pinacoteca Gianni
Bellini, collocata nella parte più antica del palazzo Gervasoni,
uno stabile risalente al XV secolo, che è stato sede di un restauro recente, che non ha modificato i segni dell'antica collocazione, era infatti un convento di suore, raccoglie una collezione di opere di 150 quadri e complementi di arredo che variano dal 1500 fino al 1700, un dono fatto alla comunità da Gianni Bellini, le opere risalgono ai periodi dell'epoca, sono perlopiù copie di opere famose, o lavori eseguiti da pittori che lavoravano a botteghe di illustri maestri.
uno stabile risalente al XV secolo, che è stato sede di un restauro recente, che non ha modificato i segni dell'antica collocazione, era infatti un convento di suore, raccoglie una collezione di opere di 150 quadri e complementi di arredo che variano dal 1500 fino al 1700, un dono fatto alla comunità da Gianni Bellini, le opere risalgono ai periodi dell'epoca, sono perlopiù copie di opere famose, o lavori eseguiti da pittori che lavoravano a botteghe di illustri maestri.
Riprendo
il mio giro tra viuzze e gradinate, salgo, scendo, vedo l'asilo in
stile liberty,
opera dell' architetto Giuseppe Sommaruga, diverse
sono le ville, non visitabili, presenti nella cittadina con questo
stile.
Per
vedere meglio Sarnico, ci si deve recare sulla riva opposta del
Sebino, oltre il ponte che separa Sarnico in provincia di Bergamo ,
da Paratico in provincia di Brescia, si possono vedere le belle case
colorate, le colline che sembrano essere state scorticate da una
accetta, la pietra arenaria di colore grigio, si specchia nel lago.
Come ogni lago che si rispetti ha una leggenda, quando a Sarnico giunge la "Sarneghera", un vento fortissimo, improvviso e violento, sono i lamenti e le lacrime di due amanti infelici e separati che rivivono il dolore della divisione.
Come ogni lago che si rispetti ha una leggenda, quando a Sarnico giunge la "Sarneghera", un vento fortissimo, improvviso e violento, sono i lamenti e le lacrime di due amanti infelici e separati che rivivono il dolore della divisione.
Ma le leggende sono molte e ho trovato questa, che a me sembra molto particolare:
Dal Web
Circa cinque secoli fa, un singolare frate, Teofilo Folengo, scrisse un poema comico, nel quale le muse ispiratrici della sua arte vivevano fra monti di formaggio, fiumi di brodo, laghi di zuppa, mari di guazzetto, e così via… Questo frate soggiornò a lungo presso il santuario di S. Maria del Giogo, in una località panoramica sui monti sovrastanti Sulzano.
Non ci è dato di sapere se il goloso fra’ Teofilo, osservando dall’alto il lago d’Iseo, abbia fantasticato sulle sue prelibatezze gastronomiche.