Francesco
Hayez
Milano
è sempre Milano, la piazza del Duomo è affollata, attraverso la
Galleria Vittorio Emanuele, sempre con il naso all'insù per ammirare
quanto sia bella.
Piazza
della Scala, davanti al Museo le Gallerie d'Italia c'è una fila
lunghissima, si può accedere alla visita del museo gratuitamente,
complice forse anche il maltempo e il fatto che si sta avvicinando il
periodo in cui questa mostra terminerà.
Per
fortuna avevo telefonato anticipatamente e prenotato l'entrata, salto
la fila, l'accesso al guardaroba per le audioguide, un'occhiata al
caveau della banca commerciale, e un'occhiata ai meravigliosi
soffitti di questo splendido palazzo....
Hayez
è un personaggio, che ha esplorato tutto l'ottocento, ricordato
per lo più per l'opera del Bacio, in realtà e uno degli artisti,
che più ha rappresentato i cambiamenti che sono avvenuti negli
quegli anni attraverso le arti.
Le opere che sono denominate "il bacio" rappresentano periodi storici particolari, vigeva la censura, i pittori trasmettevano i loro messaggi attraverso i colori, in un'opera le vesti rappresentano i colori della Francia e dell'Italia, che unite hanno sconfitto gli austriaci, dominatori a quel tempo della nostra penisola, nell'opera successiva, vi sono i colori del tricolore, l'Italia Unita, nella terza opera, il soldato non ha più la spada, un segno di pace.
Le opere che sono denominate "il bacio" rappresentano periodi storici particolari, vigeva la censura, i pittori trasmettevano i loro messaggi attraverso i colori, in un'opera le vesti rappresentano i colori della Francia e dell'Italia, che unite hanno sconfitto gli austriaci, dominatori a quel tempo della nostra penisola, nell'opera successiva, vi sono i colori del tricolore, l'Italia Unita, nella terza opera, il soldato non ha più la spada, un segno di pace.
Questo
percorso espositivo, rappresenta le fatiche, i cambiamenti e i
movimenti, che aleggiavano nell'aria di quel periodo storico, accanto
a Giuseppe Verdi, e Alessandro Manzoni, costruì un'unione italiana
culturale, prima ancora dei cambiamenti politici.
Nato
da una famiglia povera, il 10 febbraio 1791, cresce affidato ad una
sorella della madre,che ha migliori condizioni economiche, la zia è
la moglie di un commerciante d' arte. Nella bottega dello zio, in
mezzo a tante opere, si manifesta la sua naturale inclinazione al
disegno.
I
suoi educatori, sono in un primo periodo dei pittori locali,la voglia
di imparare, lo porta a copiare una grande collezione di gessi
statuari, contenuti nel palazzo Farsetti di Venezia, dove impiega ore
ed ore di studio. Seppur giovanissimo, sembra fosse solo dodicenne,
frequenta un corso di nudo alla Vecchia Accademia, impara a colorare
con il maestro Lattanzio Querena, e dopo tre anni viene ammesso alla
Nuova Accademia di Belle Arti.
Nel
1809 partecipa ad un concorso indetto dalla Nuova Accademia, vince
il premio che gli consente, di trasferirsi a Roma per tre anni di
studi.
A
Roma, la sua voglia di imparare, diventa uno stile di vita, riempie
molti blocchi, di schizzi di rovine antiche, e copia di tutto in
particolare le opere di Raffaello.
Antonio
Canova, lo prende a benvolere, ne diventa il mentore, insieme a
Ingres, influenzano lo stile del giovane Hayez, i tre anni di studi
sono terminati, ma avendo vinto un premio di nudo, si trattiene a
Roma dove inizia a dipingere su commissione.
Sempre nella capitale,
si sposa con Vittoria Scaccia, una ragazza di famiglia ricca e
borghese, grazie alle conoscenze della famiglia della sposa, ottiene
diverse commesse per affrescare le ville patrizie, inizia anche a
viaggiare verso il nord Italia.
A
Milano, espone le sue opere,

ed ottiene un buon successo, sono molte
le commissioni, malgrado viva a Venezia, organizza il suo studio e
continua ad esporre a Milano, dove ha molte conoscenze.
Lo
stile delle sue opere, si pone a metà tra il classico
rinascimentale, il neoclassico del Canova, il romanticismo,
ma ha, anche un tocco di
modernità, un insieme di soggetti moderni, ambientati in un mondo
rinascimentale, si ispira anche agli eventi culturali politici, con
una buona dose di patriottismo.
Da
Venezia si sposta a Milano, affresca anche le sale del Palazzo Reale.
Dal 1822 fino al 1838, la sua fama diventa notevole,
diventa
docente a Brera dal 1823 al 1880,ottiene la
nomina a Socio Corrispondente dell’Accademia delle Belle Arti di
Napoli, nel 1831, viene eletto membro dell’Accademia di Vienna, ricevuto dall’Imperatore e da Metternich nel 1836, diventa
Accademico Ordinario di Brera nel 1838.
Milano,
ha avuto
un ruolo fondamentale nella costruzione dell'identità nazionale, è
stata la
capitale morale e culturale della futura nazione,
con la sua aristocrazia e borghesia illuminate, i suoi pittori,
musicisti, scrittori.
Francesco
Hayez, Alessandro Manzoni,
Manzoni,
persona molto schiva, è stato ritratto in modo mirabile da Hayez
che, a sua volta si è ispirato ai suoi scritti per le sue opere un
esempio è "Carmagnola"
è la storia storia del capitano
di ventura al servizio della Repubblica Veneta, e i «Promessi
sposi», il romanticismo viene rappresentato in letteratura ma anche
nella pittura.
Verdi
si avvaleva della consulenza di Hayez, per la messinscena dei suoi
melodrammi, un
confronto tra pittura e musica ispirato
spesso dagli
stessi temi, come "I
due Foscari",
"I Lombardi", i "Vespri siciliani
"(1822)
: titoli di opere verdiane che hanno ispirato alcuni
quadri di Hayez.
Hayez,
che ha
eseguito moltissimi
ritratti di conoscenti,
Rossini
amici, e
personaggi dell'epoca,
riuscendo
a far risaltare l'anima
delle persone, non ha mai ritratto l'amico
Giuseppe Verdi.
La
sensibilità di Hayez nel rappresentare i mutamenti culturali e
storici, il suo modo di dipingere parecchi generi dalla pittura
storica, alla mitologia, la pittura sacra,
i ritratti, per completare
con i nudi femminili, dove il corpo rappresenta la normalità fisica,
trasmettendo a chi osserva una sensualità pulita, senza alcun senso
di malizia.
Mazzini
ha considerato Hayez,
un infaticabile
lavoratore e così
scrisse:
"non
è pagano, né cattolico, né eclettico, né materialista: è un
grande pittore idealista italiano del secolo XIX. E’ il capo della
scuola di Pittura Storica, che il pensiero Nazionale reclamava in
Italia: l’artista più inoltrato che noi conosciamo nel sentimento
dell’Ideale che è chiamato a governare tutti i lavori dell’Epoca.
La sua ispirazione emana direttamente dal proprio Genio: non è
settario nella sostanza; non è imitatore nella forma".
Muore
il 21 dicembre 1892, tanti anni dedicati alla pittura, ha
ricevuto in cambio tanti onori, non si può pensare all'ottocento,
senza pensare anche ad Hayez.