IL TERZO E QUARTO CORTILE
CORTILE NEL PALAZZO DEL TOPKAPI
Ai tempi del Sultano un
esercito di eunuchi bianchi sorvegliava la porta della Felicità, che
introduce al terzo cortile, le rappresentazioni sulla porta sono
miniature ottomane,
infatti in questo nuovo
cortile, ogni nuovo sovrano, sedeva sul trono d'oro, e sempre in
questo cortile, assisteva alle grandi cerimonie pubbliche e
religiose, per esempio, la fine del Ramadam, mese del digiuno
islamico.
Ai tempi nostri la porta
della felicità è usata come sfondo per la rappresentazione de “Il
Ratto nel Serraglio, un'opera che viene allestita tra la fine di
giugno e gli inizi di luglio.
Oltre la porta si trova la
Sala delle Udienze, qui i Sultani, ricevevano gli ambasciatori
stranieri in visita, ai tempi nostri vengono chiamati ministri degli
esteri.
Nessuno di noi era
informato. Ed ecco la spiegazione:
Un'ambasciatore del popolo
Olandese,
Ghiselin
Ogier de Busbecq,
veniva molto spesso ad udienza dal Sultano, non c'erano solo scambi
internazionali, ma era diventato un rapporto di stima reciproca,
tanto che, il diplomatico Olandese, ricevette in dono dei bulbi di
tulipano, la
sua passione per la fitoterapia, lo ha portato ad inviare i bulbi
al suo amico botanico Charles
de l'Écluse,
che li ha acclimatati alla vita nei Paesi
Bassi.
Busbecq
è stato anche accreditato con l'introduzione dei
fiori
di Lillà in
Europa.
In
questa sala è visibile un trono sormontato da un baldacchino,
mentre le maioliche che rivestono le pareti e parti della cupola
risalgono all'epoca del sultano Solimano il magnifico,
la fontana,
vicino alla porta è decorata con maioliche che ricordano i disegni
dell'anatolia, veniva messa in funzione solo nelle udienze
importanti, con lo scorrere dell'acqua, nessuna conversazione poteva
essere ascoltata dall'esterno.
Uscendo incontriamo la biblioteca che
conserva mappe e stampe manoscritti e documenti, più importanti del
mondo, troviamo le maioliche Iznik e intarsi di maestri ebanisti con
madreperla e avorio, abiti uniformi e caftani, dei sultani e dei gran
visir.
Le
quattro sale del tesoro, contengono valori che lasciano senza fiato,
non solo per il valore economico, ma per la maestria orafa che
testimoniano.
Come
la culla d'oro, tempestata di gemme e destinata a cullare i figli del
sultano, o la borraccia in foglia d'oro, oppure una canna in ebano
incastonata di diamanti, il trono in ebano rivestito di pietre
preziose, il diamante Kasikçi Elmasi, diamante a cucchiaio, il 5°
diamante per grandezza al mondo.
Ma
per il popolo musulmano la ricchezza più grande è conservata
nelle Sale del Sacro Mantello, che custodiscono alcune reliquie del
profeta , la prima stesura del Corano, oggetto di venerazione per i
credenti.
Sempre
nel terzo cortile si apre una sala con testi miniati e ritratti dei
sultani, e la moschea degli eunuchi dove sono raccolte miniature
ottomane, calligrafie e carte geografiche.
L'ultimo
edificio è la scuola del Palazzo dove sono stati educati, geografi,
calligrafi, strateghi militari, ebanisti, musici, filosofi
miniaturisti.
Il
quarto cortile era il giardino privato del Sultano, tra fontane e
meravigliosi chioschi per la meditazione.
le
colonne di marmo con le fughe di archi le maioliche azzurre, ospitano
ora il ristorante del topkapi, mentre da un balconcino panoramico
rivestito di rame, il sultano rompeva il digiuno quotidiano del
Ramadan .
La mia amica Luciana
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