il filo dei ricordi-racconti

domenica 2 novembre 2014

IL MINIGOLF E LA S.L.A

Già in altre occasioni, ho avuto modo di vedere che il gruppo del minigolf non abbandona gli amici in difficoltà, lo fanno periodicamente con un ex giocatore ora ammalato, che non può più giocare, recentemente, hanno iniziato a programmare delle cene che loro stessi preparano...
Tigelle e gnocco fritto, un'altra volta poi spaghetti allo scoglio e fritto misto, fagioli alla texana.
Ho partecipato alle ultime due cene, oltre ai soliti giocatori che ormai conosco, ho visto una famiglia nuova, una bella signora bionda con due figli bellissimi e il marito. E' un bell'uomo, anche se è ammalato, ho scambiato solo il saluto con lui, osservo le attenzioni di sua moglie nei suoi confronti, l'accoglienza che tutti i suoi amici, gli riservano, le battute col bambino, alcuni sono molto presenti, penso che abbiano sicuramente alla base un rapporto speciale di amicizia.


Ha due occhioni azzurri, che girano e osservano tutto, qualcuno mi ha detto che la S.L.A. (Sclerosi laterale amiotrofica) lo ha colpito, ho pensato perchè?, mi chiedo perchè ad un padre di famiglia giovane? Perchè? Perchè?
E' seduto su una sedia, la figlia lo abbraccia, ride con i suoi amici, poi lo accompagnano di fuori all'aria aperta.
Parliamo di torte io e la moglie, mio figlio ha farcito il mio pan di spagna e ho fatto bella figura, ma il merito non è solo mio.



La volta successiva mangiamo all'interno, inizia ad essere freddo,
fagioli alla Texana, 



la signora ha fatto le tartine con il lardo e miele e altri antipasti, forse per lei è un piccolo svago,



 per lui è sicuramente integrazione, alla televisione c'è una partita, lo hanno messo a capotavola, gli occhi si spostano velocemente in base ai movimenti della palla sullo schermo, mentre viene aiutato dalla moglie ad alimentarsi e tra una boccata e l'altra ride con i suoi amici.



Scusate la parola, ma la natura è bastarda, e la vita è vigliacca,  non dovrebbero andare così le cose, non è così che dovrebbe funzionare.


Poi una domenica mattina, la telefonata di Riki:
"E' in terapia intensiva, non sappiamo nulla.......
Nessuno ha più gioito al minigolf, qualunque punteggio, qualunque vittoria, non avrebbe avuto senso.
Ci siamo tenuti informati con chi gli era più vicino.
Pochi giorni dopo, è venuto a mancare.
Si era pensato di invitarli a casa mia prossimamente, insieme ad altri, perchè purtroppo sono tanti e tutti in casa non ci stanno, abbiamo sbagliato ma non pensavamo ci avrebbe salutato così in fretta, ho nella mente l'immagine di un uomo abbracciato dalla figlia con accanto l'altro figlio e una donna speciale, sua moglie.

4 commenti:

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  2. Quante belle cose fate e quanto significative, Enrica. Quando c'è solidarietà e condivisione siamo al meglio del genere umano. Grazie.

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  4. Il tuo essere cosi' carica di umanita'verso tutti e tutto,è una fonte di gioia vera.Grazie di esistere,dolce creatura,elisabetta,,,,,,,,,

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