Jeanne-Antoinette Poisson, poi nota come Marchesa di Pompadour, è stata davvero la donna più potente d’Europa nel XVIII secolo.
Nata a Parigi il 29 dicembre 1721, da una famiglia della ricca borghesia finanziaria, la madre Louise Madeleine de La Motte,
Suo padre, Francois Poisson,
venne accusato di appropriazione indebita, per evitare la pena di morte, fu costretto a fuggire ad Amburgo, lasciando la figlia alle cure di Lenormant de Tournehem, un ricco finanziere, amante della madre, che la spinse ad avere un futuro presso la corte, l'educazione ricevuta che in apparenza sembrava impostata sulla mondanità, aveva oltre alla raffinatezza all'eleganza anche una buonissima cultura artistica e letteraria.
Nel 1741 Jeanne-Antoinette sposò il nipote del suo tutore, Guglielmo Lenormant,
al quale venne regalato il castello d'Etoile, divenne così la marchesa d'Etoiles, ebbe due figli, il primo morì dopo poche mesi, nell'agosto 1744 nasce la sua seconda figlia Alexandrine che lei adora
Grazie all'intervento della famiglia, riuscì partecipare alla cerimonia per celebrare l'anniversario di matrimonio del re.
Luigi XV rimase affascinato e le acquistò il titolo di marchesa di Pompadour, nel maggio del 1745, quando aveva solo ventitrè anni, fu nominata dal re marchesa di Pompadour, in seguito nel settembre dello stesso anno venne presentata a corte, ad un ballo mascherato dato a Versailles.
Bella colta ed elegante, abile nella conversazione, brava nel canto, nella recitazione, con abilità politica, riuscì a conquistare completamente il re, che avendo perso da poco la sua giovane amante, mentre la regina evitava il talamo nunziale, esausta per le fatiche dei numerosi parti, Luigi XV era più che disposto ad intrecciare una nuova relazione.

Fu così che Jeanne- Antoinette, acquisito il titolo nobiliare di marchesa per volere del re, ottenne la separazione dal marito e si trasferì a Versailles, con la figlia, in un appartamento collegato alle stanze reali da una scala segreta.
Madame d'Etoiles lo iniziò ai piaceri della letteratura, delle arti, dell'architettura e del giardinaggio, mentre invece prima il passatempo preferito del re era costituito esclusivamente dalla caccia al cervo.
Divenne la sopraintendente ai divertimenti del sovrano, istituendo in una galleria di Versailles un teatro, al quale furono chiamati i più grandi attori dell'Opéra e della Comédie-Française, e dando feste sontuose e rappresentazioni anche nei castelli che il re le donò o che fece costruire appositamente per lei.
Il castello di Bellevue, fu la residenza di Madame Pompadour,
Pur essendo innamorata del re, si rese conto abbastanza presto di non riuscire a calmare e soddisfarne i bollenti ardori, il re rivolgeva comunque le sue attenzioni ad altre giovani donne che gli venivano procurate dal gentiluomo di camera, malgrado questo, malgrado il fatto che non fosse mai riuscita a farsi amare ne dal popolo, ne dalla nobiltà, riuscì a rimanere per circa venti anni, una fedele confidente e saggia consigliera.
per i giganteschi vasi che ornavano i giardini, con i nuovi colori come il rosa Pompadour, il "bleu du roi", il giallo, il verde pomo e il verde prato,
così come le statuine venivan modellate seguendo i disegni di stilisti come Boucher e poi Clodin.
Da Sèvres uscirono anche le caratteristiche placche di porcellana destinate a ornare i mobili dello stile Luigi XV, oltre ai delicati bassorilievi per la decorazione delle pareti.
In realtà la Pompadour non governò il paese, il re con lei si confidava e a lei affidava l'esecuzione della maggior parte delle sue decisioni, l'impressione che il popolo ne traeva era che lei governasse perché delegava i compiti a tutti i suoi protetti che raggiunsero posizioni importanti.
Aveva anche la passione per lo champagne era sempre felice di berlo, lo considerava il segreto per avere suo aspetto sempre fresco, e la sua bellezza, una diceria diceva che la coppa di champagne il bicchiere che veniva utilizzato per degustare il famoso spumante sia stata modellata proprio sui seni della bella madame
Trascorse gli ultimi anni ritirata nei suoi appartamenti, conservando intatti grazia, fascino, vivacità intellettuale e lucidità, consapevole che la corona versava in una condizione difficile, sapeva anche che il futuro non avrebbe dato al suo re la gloria che aveva ardentemente aveva desiderato.
La Pompadour diceva: Quando morirò, sarà di crepacuore.
Nel 1764, morì probabilmente di cancro, il re non le fu accanto nell'agonia, ma le concesse di morire a Versailles, un privilegio accordato solo ai membri della famiglia reale.
Così commentò Voltaire: "Sincera per natura, amò il re per se stesso; aveva rettitudine nell'anima e giustizia nel cuore, doti che non capita di incontrare tutti i giorni."...E' la fine di un sogno.
Oggi siamo in Francia nientemeno che alla corte di Luigi XV, dove intrighi, menzogne verità interessi economici passano dall'alcova del re, sembra non sia cambiato nulla, tutto gira intorno al potere, al sesso e al denaro, perchè il denaro è potere, questa donna era comunque una donna forte ed intelligente e innamorata del re, screditata dai più ma apprezzata da poche menti eccelse, ha fatto molto per la corona, oggi festa della donna, speriamo che le donne possano dimostrare quanto valgono sopratutto fuori dal letto dei potenti
RispondiEliminaGrazie Enrica un'altra storia scritta molto bene... Leggo sempre molto volentieri le tue storie.. Mi sto facendo una cultura grazie a te... Attendo il prossimo racconto ciao Maurizio G.
RispondiEliminaUn lavoro fatto molto bene che sintetizza egregiamente un periodo storico e una donna affascinante, ma sopratutto intelligente e colta.
RispondiEliminaGentile signora Enrica, desidero ringraziarla per le sue sempre, bellissime relazioni, mi fa molto piacere riceverle , continui così
RispondiEliminaBello,esauriente scritto con stile e accuratezza.Anna B.
RispondiEliminaUno splendido spaccato di storia della Francia ai tempi di Luigi XV. L'esempio di una donna forte, scaltra e con un bagaglio culturale su vasta scala. Tutto ciò gli ha permesso di diventare tra le donne più potenti del XVIII secolo. Un interessante racconto degno della solita bravura dell'autrice. G
RispondiEliminaUna donna potente e intelligente, che ha lasciato un'immagine di se' non ancora compresa. Grazie Enrica di questo bel approfondimento.
RispondiEliminaVeramente una bella pagina Enrica! Riesci sempre a far emergere gli aspetti segreti e poco noti dei personaggi che descrivi e ne racconti la vera storia sconosciuta ai più che, in genere, hanno una opinione superficiale sia della Pompadour che della sua epoca. Grazie.
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