il filo dei ricordi-racconti

mercoledì 1 gennaio 2014

Vicenza e alcuni dei suoi tesori

Il 9 gennaio 2013, in occasione di una mostra alla Basilica Palladiana, con una gita organizzata di un giorno, mi sono recata a Vicenza.
Avevo il biglietto per entrare alla mostra, ma, mi aspettava anche un amico, Sergio, proprio in quell'occasione anche se il tempo è stato poco, mi ha fatto da cicerone e ho iniziato a girare un po per Vicenza.



Vicenza, viene definita una città d'autore, per la bellezza dei suoi monumenti e per la compattezza del centro storico, potrebbe sembrare facile spiegarne il percorso, in realtà non è così semplice, è stata riconosciuta dall'Unesco patrimonio Mondiale dell'Umanità.
E' una città che ha subito l'influsso di varie epoche..... romana, gotica, rinascimentale, barocca e neoclassica, sofisticata e spontanea allo stesso tempo, è una città che da sensazioni, ma viene anche definita, città che non si scoprirà mai fino in fondo, perchè dona la sua veste, ma non la propria anima anima, una città prima da capire.....
E' situata ai piedi dei colli Berici e attraversata da tre fiumi il Retrone, l'Astichello noto al poeta Giacomo Zanella, e il Bacchiglione che qualche anno fa è esondato con danni ingenti.In tutto il mondo, viene conosciuta come la città del Palladio, perchè proprio qui si concentrano, sedici delle ventritre opere che Andrea Palladio ha costruito, anch'essi riconosciuti Patrimonio Mondiale dell'Umanità, tantissimi architetti di tutto il mondo si sono ispirati a lui.In quell'occasione ho visitato la Basilica Palladiana, dopo anni di restauro ( dal 2007 all'ottobre del 2012 ), l'afflusso di turisti accorsi sia per la mostra, sia per apprezzare il restauro era notevole, malgrado fosse una giornata fredda, mi ha colpito tutto di questo edificio, il tetto rappresenta una carena di barca rovesciata, ripristinato come in origine, proprio perchè gli interventi avvenuti con calcestruzzo dopo la seconda guerra mondiale gravavano come peso su tutta la struttura, è stato ripulito e messo in sicurezza.





Ho preso alcune informazioniNel 1549 il consiglio dei Cento di Vicenza affida ad Andrea Palladio la ricostruzione del Palazzo della Ragione, ormai cadente, chiamato "basilica" per la sua funzione civica, in riferimento alla basiliche dell'antica Roma. I governanti della città, prima di accettare qualsiasi progetto di ristrutturazione, dibatterono sugli interventi per circa quarant'anni, nel 1546 venne presentato un progetto a nome del maestro Giovanni da Pedemuro e da Andrea Palladio, tre anni dopo il Palladio realizzò anche un modello delle arcate da collocare sotto gli archi dell'edificio preesistente che continuava ad avere segni di instabilità architettonica con diversi cedimenti.I Signori Gianluigi Valmarana e Giacomo Chiericati appoggiarono Giangiorgio Trissino (mentore del Palladio) e i lavori iniziarono senza indugio. Il Palladio realizzò un gioiello architettonico che seppe far rinascere lo "splendore" della città.
Prendendo esempio dalTempio Malatestiano di Leon Battista Alberti a Rimini, chiude il vecchio edificio gotico in un involucro classicheggiante.La costruzione si compone di un doppio loggiato, dorico-tuscanico nell'ordine inferiore, e ionico in quello superiore, coronato da una balaustra ornata di statue. La copertura, in riferimento alle antiche basiliche, a padiglione.Il corpo interno, gotico rimane nascosto nell'ombra e l'edificio appare come svuotato dalla serie di arcate tra colonne in cui si sviluppa il motivo della serliana.
Questo, oltre a dare leggerezza all'edificio, determina un effetto molto dinamico dovuto al ritmo delle arcate e all'armonizzarsi delle linee curve e rette. 
La Basilica Palladiana è un edificio pubblico che affaccia su Piazza dei Signori,
un tempo era al piano superiore la sede delle magistrature pubbliche di Vicenza, al pian terreno vi era un attivo gruppo di botteghe.




Terminata la visita alla mostra ho girato con Sergio per la città, ma non ho potuto approfondire altro, il pullman mi aspettava per ritornare a casa.
Nel mese di luglio sono ritornata a Vicenza,  hoincontrato Sergio, e Roberta, abbiamo visitato ancora la città e pranzato a casa di Roberta per poi ripartire nel tardo pomeriggio verso un week-end al mare.
Siamo stati per prima cosa, al Teatro olimpico, il miei due amici non sanno che regalo mi hanno fatto, è meraviglioso.


Il Palladio iniziò il lavoro alla Basilica Palladiana,quando aveva trentotto anni, ma in età avanzata gli venne commissionata, forse la sfida più importante, costruire in uno spazio modesto, un vero e proprio teatro, non in legno



Il Teatro Olimpico è una delle meraviglie artistiche di Vicenza. Si trova all'interno del cosiddetto Palazzo del Territorio, che prospetta su piazza Matteotti, all'estremità orientale di corso Palladio, principale via del centro storico.




Nel Rinascimento, infatti, un teatro non era un edificio, venivano allestiti prosceni in legno nei cortili dei palazzi o nel caso di Vicenza nel salone del Palazzo della Ragione.


Nel 1580 il Palladio ha 72 anni quando riceve l'incarico dall'Accademia Olimpica, il consesso culturale di cui egli stesso fa parte, di approntare una sede teatrale stabile.
In pochi mesi presenta il progetto, ne esegue i lavori fino al 19 di agosto, giorno in cui muore improvvisamente, senza vedere realizzato, il suo sogno più ambito; sarà il figlio Silla a curarne l'esecuzione, consegnando il teatro alla città nel 1583.
Il progetto si ispira dichiaratamente ai teatri romani tanto studiati ed ammirati durante i suoi viaggi.





E' questo che fa del Teatro Olimpico una meraviglia, le sue parti ben definite, la Cavea a gradinata ellittica, l'orchestra, il proscenio e le scene fisse, nicchie con statue e riquadri con bassorilievi. Proprio con queste nicchie, sfruttando una serie di espedienti ottici, Il Palladio da l'illusione di profondità, questo è dovuto alla grande esperienza dell'architetto. 


Nel 1585 la prima rappresentazione ha un successo memorabile, è una tragedia greca, le scenografie rappresentano le sette vie di Tebe, che si intravedono nelle aperture del proscenio, realizzate da Vincenzo Scamozzi erede spirituale del Palladio, l'effetto è così ben riuscito, che queste sovrastrutture in legno sono diventate parte stabile del teatro.
Il teatro viene apprezzato dapprima a Venezia, poi da tutta Italia venivano ad apprezzare la bellezza di questo ambiente.



Diventa però un semplice luogo di rappresentanza vengono accolti personaggi importanti: Papa Pio VI, o l'Imperatore Francesco I d'Austria, il suo erede Ferdinando I nel 1838.
Solo verso la metà dell'ottocento il teatro riprende il ruolo per il quale era stato costruito, saltuariamente riprendono le rappresentazioni classiche, solo dopo la seconda guerra mondiale, il Teatro Olimpico, riprenderà a pieno il proprio ruolo.



1 commento:

  1. Brava la mia amica Enrica che ha capito il cuore della mia bellissima città, descrivendo i suoi palazzi con dovizia di particolari, mettendo molto sentimento.

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